SETTEMBRE 2007

 

Torno a scrivere sulla mia rubrica, dopo molto tempo.

Ci sono periodi, nella nostra vita, in cui neanche i libri che pur amiamo possono aiutarci, ma, dopo, riprendendo a sfogliarli, ritroviamo vecchi amici che non abbiamo mai perduto.

Ed ecco il primo:

Lucio Lombardo Radice – Il giocattolo più grande- Giunti Marzocco, Firenze, 1979.

Il matematico Lombardo Radice scrisse con questo libro un “elogio del gioco” rivolto a genitori ed insegnanti nel 1979 e, secondo lui, il “giocattolo più grande” è il cervello umano.

Troviamo, nel volume, moltissimi giochi da fare con carta e penna, giochi di società da fare in famiglia e con gli amici, divertenti alternative allo squallore televisivo.

Fra le altre considerazioni, tutte importanti, l’autore affermava: -Imparare a giocare, stabilendo e rispettando regole oneste, crea l’abitudine ad una convivenza civile molto più che non lunghe prediche di “educazione civica”.

Il gioco a squadra socializza, insegna ad aiutare e rispettare i più piccoli e più deboli, a bilanciare equamente le forze.

I giochi sono un mezzo, non facilmente sostituibile, per il recupero dello “stare insieme gioioso fra grandi e piccoli, tra genitori e figli, fra maestri e allievi.

Giocare bene significa avere gusto per la precisione, amore per la lingua, capacità di esprimersi con linguaggi non verbali; significa acquisire insieme intuizione e razionalità, abitudine alla lealtà e alla collaborazione….

Vi sembra poco?

Buona lettura

                      Carla Turino

 

 

Invito alla lettura